Votare sull’euro?

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Il rimettere la questione euro sì/euro no alle scelte dell’elettorato, come mi pare si respiri un po’ nell’aria e sia anche auspicato da qualche economista (vedi il professor Savona), mi pare una strada veramente sciagurata. 
Non mi addentro nel dilemma tecnocrazia versus democrazia o nell’indipendenza delle questioni monetarie dalla politica, temi complessi e non risolvibili in poche righe.
 
Ricordo però che ogni qual volta sono state portate questioni tecniche  allo scrutinio elettorale, anche se di minor rilievo (nucleare, acqua) si è dimostrata la difficoltà di un voto informato e il facile prevalere delle emozioni.
Eventuali analogie con la Grecia, dove si è affermato un voto pro Europa, non convincono: lì il principale partito di opposizione, Syriza, in realtà non era contro la moneta unica; da noi invece ancora non è chiara la scelta del principale partito oggi in Parlamento ma è chiaro che qualcosa bolle in pentola.
Diciamo che se il prossimo confronto elettorale si dovesse tramutare in un referendum sull’euro non meravigliamoci dello spread.

 

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