Qual è il rischio di questo titolo? UN SONDAGGIO COI LETTORI

di RICCARDO CESARI - pubblicato il 25/01/2012 in MERCATO & REGOLE
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UN SONDAGGIO COI LETTORI

 

Raymond Smullyan scrisse qualche anno fà un libro dal titolo “Qual è il titolo di questo libro?”


Le sue numerose capacità (è matematico, filosofo, scrittore, pianista e prestigiatore) sarebbero molto utili al risparmiatore italiano che, nell’attuale tempesta finanziaria, sempre più spesso, si domanda: “Qual è il rischio di questo titolo?”

Al riguardo vorremmo fare un esperimento coi lettori del Corriere Economia, una compagine certamente eterogenea ma con cultura e sensibilità finanziaria elevata.

Vorremmo valutare il rischio di un titolo appena emesso da una grande banca europea e promosso nelle sue numerose filiali italiane.

Il titolo in esame è un puro pretesto e vuole essere solo una esemplificazione per un tema di grande importanza: come informare i risparmiatori sui rischi degli investimenti finanziari. In particolare: sono sufficienti e comprensibili le informazioni attualmente disponibili nel prospetto ufficiale del titolo? Si può fare meglio?

Il titolo è un’obbligazione relativamente “semplice” a 6 anni (scadenza 31.7.2017) a cedola variabile indicizzata al tasso Euribor a 3 mesi, con un minimo (floor) al 3.1% e un massimo (cap) al 5.0% annuo.

Dalle 19 pagine di “sintesi” (!) del prospetto d’offerta e dalle 10 pagine di scheda-prodotto MiFID si ricavano le informazioni più significative riguardanti la scomposizione del prezzo e la rischiosità. In particolare questa viene riassunta in 3 casi specifici: l’Euribor cala del 40% all’anno, sta fermo o cresce del 40% all’anno.

Ecco, in tab. 1, quanto indicato dall’emittente.




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’analisi con le moderne metodologie quantitative di valutazione e misurazione dei rischi (incluso quello di default) è invece riassunta in Tab. 2.




 

 

 

 

 

 

 

 

 




Da notare le notevoli differenze sui costi (12.93 contro i dichiarati 3.7875), sul rischio (alto contro medio-basso), sugli scenari (probabilistici nell’approccio quantitativo, ipotetici e arbitrari nel prospetto compilato dall’emittente). Se la Tabella 1 riflette l’attuale prospetto informativo, la Tabella 2 è simile a quella che prevede l’approccio definito dalla Consob nel 2009.

Ecco quindi il nostro esperimento.
Fateci sapere (all’email risktransparency@gmail.com o con un SMS al numero 342 7495396) se, alla luce delle caratteristiche del titolo suddette, trovate più comprensibile e adeguata l’informativa sul rischio del titolo contenuta in Tabella 1 o quella in Tabella 2, scrivendo UNO o DUE.

Prossimamente vi daremo conto delle risposte ricevute e del perché, a nostro avviso, su questi aspetti si sta giocando la credibilità delle istituzioni finanziarie, delle Authority e dei mercati finanziari, nonché l’effettiva salvaguardia dei risparmi dei comuni cittadini europei.


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