Please… Europe Wake up!
di MAURO MARÈ - pubblicato il 20/10/2009 in POLITICHE & CONGIUNTURAIl sì irlandese al Trattato di Lisbona aveva portato un po’ di buonumore sulle vicende europee. Non che ci illudessimo che questo passo potesse aprire nuove strade al processo di integrazione europea, ma almeno speravamo che la bicicletta finisse il suo surplace e potesse lentamente, molto lentamente, andare avanti. Invece lo scorso fine settimana il buon umore si è rapidamente dissolto appena è apparso l’Economist.
È noto a tutti che questo non è proprio un giornale europeista. Anzi ha fatto spesso dell’antieuropeismo – sia chiaro, qualche volta anche a ragione – una sua costante. Ma che siamo al punto di farci dire dall’Economist appunto che “Will somebody please … Wake Europe up!” è davvero troppo ed è paradossale. E prosegue la copertina del giornale “ Eight wasted years. Two useless treaties. Three no votes. Ignored by China and America. But still the world’s biggest economy.” Vero, verissimo, ma davvero senza vergogna…
Tutto ciò suona come una presa in giro, gli stessi inglesi si rendono conto che così com’è adesso, l’Europa è davvero troppo poco – e ciò finisce per nuocere ai loro interessi, questa è in fondo la verità. Per cui pur essendo tra i principali responsabili di diverse difficoltà del cammino europeo – si pensi tra le altre, alla questione delle prospettive finanziarie e in particolare al bilancio dell’Unione – l’Europa è troppo poco anche per loro!!!
Per esser chiaro, le critiche inglesi alle astrusità europee sono state spesso fondate ed evidenziavano punti giusti e condivisibili: lo stile burocratico brussellese e dei testi della Commissione, l’assurdità di alcune normative e regolamentazioni, largamente inconcepibili e spesso non necessarie. Tutto vero, ma che addirittura adesso siamo sorpassati a sinistra – così si diceva un tempo molto lontano… – dall’auspicio britannico per un’Europa più forte ci dà meglio di qualsiasi altra cosa il segno dei tempi e l’aria che tira.
Naturalmente il tutto è legato a un disegno strategico per cui in copertina si vede Tony Blair che viene in modo esplicito sostenuto e candidato dal giornale alla Presidenza dell’Unione Europea, che dovrebbe appunto… svegliare la bella addormentata. Tutto bene, tutto logico. Possibile però che gli europeisti e gli altri paesi non hanno niente da dire in materia, che l’unico candidato possibile, che possa andar bene a Sarkozy e alla Merkel, sia proprio Blair?
E l’Italia? Niente, silenzio. Anzi avanza la candidatura Blair. Possibile che non abbiamo né la forza né le capacità per individuare un nostro candidato? Non abbiamo un giocatore, eventualmente anche in panchina, che possa far fare un salto in avanti all’Unione e dare al nostro paese un ruolo e una soddisfazione che manca da troppo tempo? Please… Italy Wake up!





Commenti:
caro Robinson, ma tu ce l'hai un nome italiano? Un nome che sia un ex primo ministro o possa dislocare una stazza politica equivalente? Che possa stare spalla a spalla con i capi di stato e di governo del G8? Autorevole per il suo trascorso ed apprezzabile anche dagli oppositori politici? Io non ce l'ho questo nome. E non solo italiano, faccio fatica a trovarne uno anche in altri paesi europei. Non mi dire che vorresti prorogare l'eterno Solana perché cancello il mio RSS feed a Crusoe.it. A proposito di spagnoli, forse Aznar sarebbe di pari calibro, ma non credo le sinistre europee lo accetterebbero mai, a cominciare dalla sinistra spagnola.
Blair invece è della sinistra politica e lo sostengono anche governi di destra. Parla più di un minimo di francese. Mi risulta volesse adottare l'Euro. Mettici pure che si è convertito al cattolicesimo, dunque si è staccato dalla Chiesa anglicana e per questo può presentarsi come meno attaccato al suo paese e più internazionalizzato. Penso che senza di lui il Regno Unito sarebbe andato ancora di più alla deriva dell'Europa. Inoltre con un inglese nel ruolo di presidente europeo forse l'Economist (et similia) farebbe più fatica a remare contro.
Dunque fa benissimo Berlusconi a proporlo e gli va il merito di averlo fatto, credo, per primo.
Non è difficile da fare: Giuliano Amato. E' una figura di rango sia politico sia accademico. Piace a destra e a sinistra. E' un convinto europeista (più di Blair). Ha ricoperto già incarichi all'interno della UE. Ha competenze sia economiche sia giuridiche indiscutibili. Non sono informato sul numero delle lingue parlate, né sulla religiosità (però viene da una famiglia siciliana, quindi tanto mangia preti non dev'essere). Unico neo: l'età (rispetto a Blair non è più un giovincello).
Riguardo a Berlusconi, non credo sia cosa poco nota la sua mancanza di modestia e l'insofferenza che prova a non essere lui al centro dell'attenzione. Non potendosi autocandidare e avendo già patito lo smacco di Prodi Presidente della Commissione Europea mentre lui era a capo del governo italiano, preferisce non avanzare nessuna candidatura che possa in qualche modo offuscarlo (senza considerare che Blair, data la passata alleanza, è certamente preferibile per lui).
Cordialmente,
Amato era effettivamente un nome cui avevo pensato. Mi chiedo che ne pensi Crusoe, che non lo ha menzionato, nonostante abbia pure inaugurato questo sito con Tremonti. L'età (avrebbe quasi 72 anni al momento di prendere servizio) è un forte handicap a mio avviso, ma di più lo sarebbe il molto minore peso internazionale rispetto a Blair. Fuori d'Italia non è considerato un peso massimo e dubito che il suo recente schierarsi in alleanze assieme ai comunisti lo renda molto ... amato... dalle destre europee. Quanto alla religiosità, ben venga un mangia preti per un liberale come me, io mi riferivo solo al fatto che la cattolicità di Blair lo rende più universalmente accettabile.
Per quanto riguarda Berlusconi, credo l'ultima cosa che desideri per sé stesso al momento è fare il presidente europeo. Al tempo della nomina di Prodi, invece, altro che smacco, ho l'impressione che ne fu contento, se non altro per mandarlo fuori d'Italia, ed infatti Forza Italia lo votò.
Ma lo ammetto, sono parziale, a me Amato sta antipatico da quando nel 1992 mi svegliai una mattina per scoprire che mi aveva rubato il 6 per mille dal mio conto corrente dove avevo appena depositato i miei primi guadagni da ricercatore...
Sono d'accordo con lei: è difficile che Amato la spunti con Blair (dato il sostegno che quest'ultimo gode all'interno della UE). Anch'io, nel mio piccolo, non ho pregiudiziali sull'ex-premier britannico. Sono però convinto che l'europeismo di Amato sia più solido di quello di Blair (forse - ma è una mia opinione - a Crusoe il nome di Blair non convince, perché non è esattamente il modello dell'europeista) . E sul sostegno ad Amato anche dalla destra non ho dubbi (fu proposto dall'opposizione nel 2006 per succedere a Ciampi).
Lo ammetto anch'io, a me Berlusconi sta antipaticissimo e per svariati motivi. Non ho mai pensato che volesse fare il presidente europeo (sta bene dove sta). Sul suo idillio (forse iniziale) nel ritrovarsi Prodi come Presidente della Commissione Europea ho qualche dubbio, dati i loro rapporti non proprio sereni durante il semestre di presidenza dell'Italia nel 2003 (senza considerare certe dichiarazioni spontanee sul caso Sme proprio alla vigilia di quel semestre).
Senza polemica e con stima,
Ebbene sì: siam Amatiani!
Sin donde la sua prima presidenza,
Quando parva gabella estrasse agli italiani,
Schivando lor del fallimento la sperienza.
Se siam pure un tocco Tremontiani?
Avrà il ministro la pazienza,
Di tollerarci non solo economisti,
Ma anche un poco mercatisti e molto europeisti.
(Due di noi son pure romanisti !)…
Vagheggiam un Italia più civilizzata,
In un’Europa liberalizzata,
Ebbene sì, “Sottilmente” ben guidata !
VENERDI'
Oh deh ma guarda un po':
dopo lunga silente titubanza
la propria tripartita preferenza
al fine Venerdì manifestò!
Gabella parva, dice in noncuranza!
Ché forse avea riposto in materasso
lo gruzzolo che 'l volgo avea pur messo
in banca con malposta pia speranza?
E poi la lira svalutò lo stesso
per cui lo scippo non sortì l'effetto
che pure Ciampi e Amato aveano detto!
Ma a noi restò dolor del colpo basso...
Comunque so' realista, ve l'ammetto:
Amato nun me piace ma er vecchietto
è mejo de D'Alema (che te lo dico affa'!),
ch'annava a braccetto co' Hezbollah.
be' alla fine non c'abbiamo azzeccato nessuno... van Rompuy è un semi-sconosciuto, ma visto qui da Bruxelles forse non è una cattiva scelta: se è riuscito a far smettere valloni e fiamminghi di fare a cazzotti magari riuscirà anche a mettere d'accordo gli europei. Io per cominciare lo incaricherei di mediare a Cipro, spina nel fianco irrisolta del recente allargamento. E spero ardentemente che ora che van Rompuy trasloca, anche se solo di qualche civico su Rue de la Loi, i belgi non ricomincino a fare a cazzotti, perché proprio non se ne poteva più. Quanto alla Ashton, altra emerita semi-sconociuta, una britannica come Alto Rappresentante, a me che sono geneticamente Atlantico, piace. Nessuno dei due è un peso massimo come sarebbe stato auspicabile dato il da fare che avranno, e così un'altra cosa che ci resta da sperare che questo non vada a scapito dell'Europa. La terza ed ultima speranza è che alla fine un qualche residuo incarichino nella nuova Europa del 1° dicembre vada pure all'Italia...