Lettera a una Professoressa (atto II)

di RICCARDO CESARI - pubblicato il 06/12/2011 in POLITICHE & CONGIUNTURA
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Signora Professoressa,

 
Ma allora ce l'ha con noi! 

Le scrivemmo negli anni '60, quando eravamo ragazzi delle scuole medie, con l'aiuto di quel povero prete di Don Milani, per dirle che non era giusto trattare allo stesso modo i figli dei professionisti e noi, figli di contadini. Lei ci bocciava senza guardare in faccia a nessuno ma non voleva tener conto che da noi in casa si parlava dialetto e non girava ne' un libro ne' un giornale.
 
Oggi Lei ha fatto carriera e da professoressa e' diventata addirittura Ministro.
Pero' sempre con noi se la prende. 
 
Noi adesso siamo pensionati e non arriviamo a 1000 euro al mese.
Le sembra molto?
A me e a mia moglie sembra una pensione da fame.
E ora ci vuole togliere l'adeguamento all'inflazione.
Lo sa che quest'anno  l'inflazione e' gia' al 3%? Altro che scenario giapponese.
In piu' avete aumentato l'iva al 21% e la volete aumentare di nuovo nel 2012.
Lo sa che sono aumenti che finiscono diritti sugli scaffali dei supermercati?
 
Se proprio dovevate fa cassa non potevate mettere una vera imposta patrimoniale su chi i soldi li ha davvero, visto che la chiedevano persino gli industriali?
Oppure, non potevate tassare di piu' i capitali scudati?
 
Noi quel provvedimento non l'avremmo preso, perche' Don Milani ci ha sempre insegnato ad avere una parola sola, anche coi delinquenti.
Pero' se proprio dovevate farlo, invece dell' aliquota dell' 1,5% potevate fare il 10% che resta comunque un affare, sempre meglio che pagare le tasse sul serio. 
 
Abbiamo visto anche noi le sue lacrime in televisione e ci hanno commosso, perche' erano vere.
Pero' la critichiamo ancora una volta.
Lo facemmo allora che eravamo poveri ragazzi e ci tocca farlo oggi che siamo poveri pensionati.
 
Cordialmente.

Commenti:

  1. Beata equita':inviato da Sergio Schiacciati il 07/12/2011

    Assolutamente d'accordo con l'autore.
    Aggiungo che tra gli sforzi non fatti si poteva/doveva mettere anche l'ICI (IMU?) per i beni della Chiesa, almeno quelli che "fruttano", come suggerito da molti in modo bipartisan.
    Del resto la stessa CEI ha chiesto più equità (anche se non penso intendesse esattamente questo)

    Ma come si sa il buon Monti è assai devoto alla Chiesa.....

  2. Beh, a pensarci bene...:inviato da Barney il 07/12/2011

    Beh, a pensarci bene 1000 euro sono lo stipendio di un operaio in molte zone del paese....

  3. passera ha detto..:inviato da laPao il 07/12/2011

    Passera ieri ha detto, che se non si iniziava a toccare pensioni e patrimonio immobiliare, che rappresenta la maggior fetta di spesa, non ne saremmo usciti, tuttavia, non viene minimamente preso in considerazione l'ipotesi Ici per la chiesa, non viene presa in considerazione la patrimoniale, non viene toccata alcuna casta, non viene fatta una vera politica seria e dura per far emergere "il nero" e l'evasione fiscale. E' vero, sig.Passera il tempo è poco, ma io mi aspetto dai dei tecnici con roboanti curriculum vitae, che sappiano fare bene un planning di priorità! la tracciabilità dei pagamenti, non basta, e arrichisce i vs amici banchieri, aumentando il volume delle transazioni, tra l'altro, facilmente eludibile come cosa.

  4. E' dura, ma si era promesso troppo:inviato da Dragobvfefk il 20/12/2011

    Certo la deindicizzazione ai pensio9nati soprra i 900 e rotti euro era dura da mandar giu, ma il nostro sistema pemnsionistico ha promesso troppo fino ad oggi. Basti pensare che l'importo delle pensioni medie nel 2010 nel pubblico impiego è stato di 2.400 euro medi mensili a percettori con un età media di 59 anni; basti pensare che i deficit delle gestioni in passivo, tra cui i dirigenti di azienda!!!, li colmano i contributi di noi poveri lavoratori parasubordinati.
    Con il contributivo ognuno si riprende quello che ha versato, niente di più.

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