Le scadenze del federalismo fiscale si avvicinano

di ETTORE JORIO - pubblicato il 20/01/2012 in POLITICHE & CONGIUNTURA
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Non si comprende ancora se l’attuale Governo voglia proseguire o meno sulla strada del federalismo fiscale. Sono in molti a metterlo in dubbio.

Al riguardo, su una importante testata nazionale (La Repubblica del 15 gennaio u.s., articolo di F. Bei) è stato sottolineato l’aperto dissenso di un attuale ministro nei confronti dei decreti vigenti, tanto da essersi “messo le mani nei capelli” al grido “sono tutti tecnicamente fatti con i piedi”.
 
Un giudizio radicale - quello che viene attribuito ad un ministro del Governo in carica - che, solo per alcuni versi, potrebbe apparire comprensibile, soprattutto in riferimento alla parziale inadeguatezza di alcuni dei provvedimenti emanati relativamente al perseguimento del risultato prefisso, ma non errati a tal punto da meritare siffatti giudizi.
Di conseguenza, una aggiustata va comunque data, ma nell’intento di accelerarne il percorso, intervenendo, anche sensibilmente, su qualcuno degli otto decreti attuativi, approvati dal governo Berlusconi negli ultimi due anni, allo scopo di semplificarne i contenuti e, quindi, di facilitarne la dinamica applicativa.

Occorrerà, pertanto, qualche integrazione e/o correzione ai testi in vigenza, a cominciare da quello, a suo tempo, non condiviso dal Partito Democratico (d.lgs. 23/10, afferente la fiscalità municipale), sì da renderlo compatibile quantomeno con la ricomparsa dell’Ici sulla prima casa, ancorché sotto “mentita spoglia” (ora Imu).
Dovrà essere fatto anche con riguardo al provvedimento i cui esiti non ha soddisfatto le aspettative ricognitive sulla spesa storica degli enti locali, che il legislatore si era proposto di soddisfare attraverso la Sose & C. (d.lgs. 216/10 che mirava a rilevare i fabbisogni standard di comuni e province), e a quelli che hanno disciplinato parzialmente la materia di specifico interesse (d.lgs. 85/10, riguardante il cosiddetto federalismo demaniale, limitatosi a meri contenuti di principio).

Sul piano della definizione dell’impianto costruito dal legislatore, necessiterà l’adozione di circa ottanta atti applicativi, amministrativi e regolamentari, oltre a quelli legislativi di completamento (tra tutti, quelli riguardanti i costi standard dell’assistenza sociale e il funzionamento della perequazione, forse da ripensare).
Occorrerà ancora adottare i provvedimenti ministeriali (decreti) riguardanti le relazioni di fine legislatura e di fine mandato (art. 1 e 4 d.lgs. 149/11,  introduttivo delle sanzioni e delle premialità, rispettivamente a carico e in favore di regioni ed enti locali), che si imporranno rispettivamente ai sindaci e ai governatori regionali, in prossimità delle loro relative scadenze.

Un adempimento, quello di adottare gli schemi dei suddetti decreti, che dovrà essere ossequiato a breve, stante l’imminenza delle prossime elezioni amministrative che vedranno circa mille comuni impegnati nelle competizioni elettorali della primavera 2012.
Proprio per questo motivo i Ministeri dell’Interno e quello della Coesione territoriale, rispettivamente per le relazioni di fine mandato e di fine legislatura, dovranno - così come stanno già facendo - impegnarsi tenacemente nella predisposizione dei provvedimenti di loro competenza, non di natura regolamentare, al fine di essere puntuali con le prossime scadenze. Quello dell’Interno in primis, attesi i molto prossimi appuntamenti elettorali, cui dovrà sovraintendere, dedicati ai comuni.

Un compito non facile da esercitarsi, dal momento che il decreto, distinto per comuni entro e oltre 5.000 abitanti, assumerà una duplice veste: quella di fotografare il punto di partenza del mandato dei prossimi sindaci, che usciranno dalle urne, e - ovviamente - lo status quo di fine mandato dei corrispondenti amministratori uscenti, ma anche la consistenza economica-giuridica sulla quale gli elettori potranno/dovranno successivamente esprimersi in piena consapevolezza, nel senso di valutare obiettivamente l’operato del loro sindaco, eventualmente ricandidato a (ri)ottenere il loro consenso.
 
Il ripetuto provvedimento ministeriale dovrà, quindi, bene individuare una forma e una composizione redazionale facilmente comprensibile da parte dei cittadini che ne apprenderanno i contenuti sul sito istituzionale ufficiale, ove la relazione dovrà obbligatoriamente essere “pubblicata” prima dell’impegno elettorale cui gli stessi saranno chiamati.
Insomma, sul tema del federalismo fiscale ci sarà bisogno, da parte del governo Monti, di una consistente messa a punto della lettera legislativa delegata della prima ora, anche per renderla compatibile con le nuove esigenze dell’economia e con gli obblighi assunti e da assumere a livello comunitario, così come pure con le variazioni normative prodotte, nel frattempo, dalle diverse manovre di risanamento, sotto il profilo fiscale e non solo.

Nel frattempo, i sindaci, che saranno impegnati nelle prossime elezioni di primavera, sono impensieriti e sono ansiosi di conoscere i contenuti delle suddette relazioni. Cominciano a preoccuparsi su come superare l’esame con la loro collettività, ma anche come affrontare la campagna elettorale, atteso che gli avversari avranno un argomento in più (rectius, la relazione), che in parte rappresenterà una “confessione” degli errori commessi.

Tra non molto sarà il turno dei Governatori regionali.


Commenti:

  1. Ci dia qualche dritta:inviato da Tony Mayellaro il 20/01/2012

    Carissimo Jorio io la seguo su tutto che scrive di federalismo fiscale (ho anche un suo libro della Maggioli) con la speranza di saperne di più. Faccio l'assessore di un piccolissimo comune che andrà al volto a primavera. Dovrei imparare qualcosa sulla relazione. Una dritta?
    Grazie e w crusoe

  2. l'ICI resuscita:inviato da Germana il 22/01/2012

    Ben venga l'IMU così i comuni avranno ciò che è stato sottratto loro irresponsabilmente dal governo Berlusconi. Ben venga questa relazione della quale ho appreso l'esistenza leggendo l'articolo. Ben venga un voto più responsabile e non clientelare

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