I sindaci iniziano ad abdicare

di ETTORE JORIO - pubblicato il 20/12/2011 in POLITICHE & CONGIUNTURA
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Diversi amministratori locali (per esempio, da ultimo il senatore Michele Traversa, sindaco di Catanzaro), a seguito della incompatibilità del doppio incarico sancita dalla Consulta e notificata agli interessati dalle Camere, stanno gettando la spugna sul ring della cosiddetta politica municipale.

Corretto o scorretto che sia, saranno i loro concittadini a giudicarlo alla prossima scadenza elettorale.

 
Molti lo fanno esclusivamente per maturare l’auspicato vitalizio, altri anche perché oberati dai debiti.
 
A ben vedere, cominciano ad intravedersi nella pubblica amministrazione locale quegli epiloghi che nella boxe vengono definiti ko tecnici.
 
Ove si vince (ed è la vittoria più brillante per chi pratica questo sport) per abbandono dell’avversario ovvero per decisione dell’arbitro che riconosce il soccombente non più in grado di misurarsi. Quell’arbitro che, nella specie dei conti pubblici, (ahinoi!) non è previsto dalle regole del gioco.

Di qui a poco l’abbandono della carica di sindaco sarà imitato quasi ovunque, a prescindere dalla contemporanea carica di parlamentare. Saranno i fatti (rectius, i numeri) a determinarlo.

Un tale verosimile accaduto costituirà, infatti, il frequente prodotto del federalismo fiscale a regime e il cambio di marcia che esso naturalmente imporrà .

Si realizzerà, insomma, una sorta di pulizia “etnica” degli amministratori che si dichiareranno e/o risulteranno incapaci di risolvere i problemi  debitori dei padri, in senso lato, ai quali si sono aggiunti quelli più contemporanei, di loro diretta responsabilità.

 

Questo sarà l’effetto dominante del decreto legislativo n. 149 del 6 settembre 2011, meglio noto come decreto delle sanzioni e delle premialità (G.U. n. 219 del 20 settembre 2011).

Quel provvedimento attuativo del federalismo fiscale che comporterà per gli amministratori regionali e locali il cosiddetto fallimento politico. Che si concretizzerà con la loro dichiarata ineleggibilità per dieci a anni a tutte le cariche elettive.

Tale decreto delegato - del quale vanto la paternità, per essere stato da me scritto con Luca Antonini a Cosenza margine di una trascorsa edizione (2009) del Master in management pubblico svolto dalla SSSAP dell’Unical - determinerà la svolta decisiva per la selezione della nuova classe dirigente, cui affidare le sorti del funzionamento degli apparati sub-statali.

 

Ma anche di mandare a casa gli incapaci e gli irresponsabili, attraverso il loro abbandono tecnico preventivo o l’applicazione della relativa sanzione.

Ebbene, nonostante una tale previsione legislativa, sono tantissimi i futuri obbligati (sindaci, presidenti di province e regioni) a non esserne a conoscenza.

 

Pochi sindaci (ma anche altrettanti presidenti di province) uscenti sanno che i loro enti, indipendentemente dalla loro ricandidatura, saranno tenuti a redigere e firmare una relazione di fine mandato. Un atto che dovrà essere certificato dall’organo di revisione interno.

Dunque, un obbligo tosto per entrambi, per chi deve sottoscriverlo e per chi deve attestare la verità dei contenuti giuridico-economici. Da formalizzare entro e non oltre il 90° giorno antecedente la data di scadenza del loro rispettivo mandato.

 


Tosto perché essa relazione dovrà obbligatoriamente contenere:

-          la descrizione del loro sistema di controllo interno, da sempre virtuale nelle quasi

           totalità delle nostre amministrazioni pubbliche locali;

-          gli esiti dei controlli effettuati;

-          la rappresentazione corretta di tutti i rilevi mossi dalla Corte dei Conti regionale;

-          la situazione finanziaria e patrimoniale dell’ente;

-          la corretta quantificazione dell’indebitamento;

-          le azioni decise e intraprese per portare a correttezza i saldi di finanza pubblica

           programmati;

-          ogni attività volta a contenere la spesa;

-          la minuziosa descrizione dei percorsi di convergenza dei fabbisogni standard delle

           funzioni fondamentali esercitate, affiancati dagli indicatori quali-quantitativi afferenti i

           servizi resi alla collettività.

 

Quindi, ci sarà un bel da farsi. A cominciare dalle prossime elezioni di primavera 2012 che vedranno impegnati circa 1.000 comuni italiani (molti dei quali anche in Calabria, anche di significativo spessore strategico e demografico) e numerosissime province, anche importanti.

 

All’uopo, si attende l’apposito decreto del Ministro dell’Interno con il quale sarà approvato il relativo schema.

Ogni uscente sarà, pertanto, tenuto ad impegnarsi nella dichiarazione delle sue verità amministrative e contabili e, con questo, dovrà togliere da sotto la cenere tutti i saldi negativi fino ad oggi celati.

Sono state e sono troppe le bugie strumentali delle quali si è fatto uso da sempre, prima fra tutte quella di gonfiare i residui attivi di crediti, soprattutto tributari, inesistenti e/o inesigibili. Ma non solo!


Commenti:

  1. vale solo per i fessi!:inviato da Attilio Sperato il 22/12/2011

    La Giunta per le elezione del Senato appena ieri ha graziato i sindaci ritenuti incompatibili dalla Corte Costituzionale. Una vergogna! Ma che Monti e Monti non ci salva più nessuno.

  2. fosse che fosse la volta buona:inviato da giovedì il 22/12/2011

    è ora che si comincino a fare le cose a dovere, che gli incapaci vadano pure a casa, soprattutto quelli della lega

  3. Avanti popolo:inviato da piero magnelli il 23/12/2011

    Ho letto l'articolo e mi compiaccio con l'autore econ il sito che seguo da tempo. Davvero bravi.
    Quanto al tema mi inorgoglisce perchè finalemnte viene individuata uno strumento per acculturare il voto e renderlo premiante o meno.
    Buon natale
    pm

  4. mah!:inviato da GIANNI il 24/12/2011

    Apprezzo molto la vostra iniziativa di erudirci sul tema del federalismo fiscale e dintorni.
    Come si può fare una riforma senza che noi amministratori locali siamo informati sul da farsi?
    Meno male che c'è crusoe!

  5. ci serve un aiuto:inviato da Marcello il 30/12/2011

    Chiederei all'autore che ho incrociato diverse volte sul tema del federalismo se può dare a noi sindaci qualche dritta. Qualcosa di più specifico. Insomma ci erudisca.
    Buon 2012

  6. Benvenuto sindaco Marcello:inviato da Ettore Jorio il 30/12/2011

    Certo è che "crusoe" sarà sempre vicino ai sindaci nell'iter applicativo del federalismo fiscale.
    Tra non molto saranno approvati i decreti del Ministro dell'Interno riguardanti i comuni sopra e sotto i 5.000 abitanti.
    Non appena noti i testi ci faremo una bella chiacchierata al riguardo, soffermandoci sui punti di maggiore impegno e difficoltà e, perchè no, andremo a sussurarre anche qualche dritta.
    Nel frattempo un buon fine anno a tutti i sindaci d'Italia

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