Perché sono tornato in Italia?

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Il post di Paolo Gattari e quello di Raffele Rosso su questo sito a commento dell’uscita del direttore generale della LUISS, Pierlugi Celli, che esortava il proprio figlio a emigrare, mi hanno spinto a ri-chiedermi: perché sono tornato in Italia? In fondo è lo stesso problema – restare o no in Italia – visto dal lato opposto.
Ho lavorato all’estero circa sette anni e ho avuto due occasioni per restarci.
La prima fu in un tempo ormai lontanissimo, nella prima metà degli anni ottanta, al termine di un anno accademico passato come ricercatore all’East-West Institute di New York. Da quella piattaforma avrei potuto, se lo avessi voluto, transitare con una fellowship verso una buona università americana e studiare verso un PhD. Dopo il quale chissà cosa sarebbe successo.
La seconda occasione fu dieci anni fa, al termine di un quinquennio come funzionario della Commissione europea. Qui, a dire il vero, un tentativo per restare lo feci, partecipando a un concorso riservato ai funzionari temporanei per la loro stabilizzazione. Ma non fui nemmeno ammesso agli orali. Era un concorso truccato e la sua storia è raccontata qui.
Quel che conta di più è che avevo partecipato con lo spirito di crearmi un’opportunità, un lasso di tempo più lungo per valutare il da farsi. Ma l’idea di restare per il resto della vita a Bruxelles non sfiorava lontanamente né me, né mia moglie. Tanto temevo, anzi, la sindrome di Giovanni Drogo – Bruxelles come Fortezza Bastiani – e tanto ero disgustato dall’esperienza appena fatta, che lasciai cadere la possibilità di partecipare a un altro concorso identico qualche mese dopo.
Perché, dunque, sono sempre tornato a vivere in Italia?
La ragione fondamentale è banale e si chiama nostalgia. Nostalgia non tanto per l’Italia, quanto per Roma. Una nostalgia costante, intensa, acuta e in definitiva irresistibile. Questa mia città, che odio per la maggior parte del tempo in cui ci vivo, amo fortissimamente non appena me ne distacco.
A spingermi a rientrare da New York ci fu anche l’illusione che quello che avevo imparato là potesse essere messo meglio a frutto in Italia. Errore gravissimo perché la gente che rimane pensa soprattutto a difendersi da chi rientra. È così dappertutto, salvo negli Stati Uniti che è un paese costruito sull’immigrazione.
Invece fu anche la paura della caduta a non farmi insistere per restare alla Commissione: per cinque anni avevo lavorato nel posto più bello, il gabinetto di un commissario. Trovarmi a fare il funzionario intermedio in una qualunque direzione generale mi spaventava. Avevo sopportato la grisaille bruxellese e la nostalgia grazie alla sensazione di essere on top of the (policy making) world. Messo in un angolo qualsiasi della grande macchina temevo di non farcela.
Nel rientrare stavolta non nutrivo alcuna illusione: nessuno mi avrebbe detto “ah, che bella esperienza la sua, prego si accomodi”. E così è stato, infatti. Certo, forse è sbagliato. In Francia, in Gran Bretagna, in Germania un’esperienza come la mia sarebbe stata meglio valutata. Ma questa è l’Italia e non siamo riusciti a cambiarla molto.
Forse il fatto che sia così tarda, sprecona e male amministrata è il prezzo che paghiamo per essere soltanto sessanta milioni ad abitarla. Fosse pulita, ordinata, giusta, innovativa e ben organizzata, tutti vorrebbero viverci e saremmo il doppio o anche di più. La pioggia e il freddo, i paesaggi piatti, i mari e i cieli dello stesso grigio, la prevalente bruttezza dell’architettura urbana continentale europea non piacciono a nessuno, nemmeno ai locali. Se l’Italia diventasse anche solo un poco come la vorrebbe Crusoe.it – comprensibile e funzionale – soffrirebbe subito di overcrowding.
Almeno, è così che mi piace consolarmi.
Cosa consiglierei a mia figlia? Di studiare all’estero, certamente, perché le nostre università non brillano. E poi di decidere da sola secondo le opportunità che le si presenteranno.
L’Italia è il paese perfetto per stare in vacanza o in pensione – un po’ come la Florida. Oppure per prendere tutta la vita come una vacanza.
Che io abbia cercato proprio questo?

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