Pensioni e Corte Costituzionale: alcune considerazioni

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È necessario che il prelievo di solidarietà vada a sostegno delle pensioni basse, per evitare il rigetto della Corte Costituzionale? No, perché non risolve il connotato tributario del prelievo. La scelta è anche in contraddizione col percorso di riforma delle pensioni e del welfare dall’inizio anni Novanta. Il recupero, per via tributaria, dell’equità attuariale e il riequilibrio tra pensioni e lavoro e tra generazioni sono obiettivi già coerenti con la Costituzione.

 

Nel dibattito seguito alla “bocciatura” del prelievo di solidarietà a carico delle pensioni alte da parte della Corte Costituzionale, si è fatta strada l’ipotesi che, se le risorse raccolte fossero vincolate a rimanere all’interno del sistema pensionistico ad integrazione delle pensioni basse, il giudizio della Corte sarebbe diverso. Con quel vincolo scomparirebbe il carattere tributario, e diverrebbe chiara la ratio per cui il prelievo è applicato solo ai redditi da pensione e non a tutti i redditi: si tratterebbe di una manovra settoriale, un aggiustamento tutto interno al sistema pensionistico, disegnato specificatamente per riequilibrare i redditi da pensione tra di loro.

 

Non priva di un certo “fascino” (il problema delle pensioni basse è destinato ad acuirsi in futuro e va affrontato), questa lettura presenta debolezze sia sul piano giuridico che economico. Non è la strada da seguire per raccordare il provvedimento ai principi costituzionali. Le ragioni sono molteplici.

 

In allegato il pdf dell’intero articolo.

 

 

 

 

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