Pace

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A sentire il discorso di Berlusconi, a leggere i fondi di Repubblica o le dichiarazioni di Schifani piuttosto che di Epifani (curiosamente accomunati nel suffisso e nella faziosità) emerge chiaro che la guerra continua. La guerra tra magistratura e politica, tra sinistra e destra, tra berlusconiani e anti berlusconiani. E’ iniziata venti anni fa e il capitale politico consumato in questa lotta è immenso. Ed il capitale politico è una risorsa limitata: se lo si consuma per cercare di annullare l’avversario (siano questi “i comunisti” o l’Arcinemico, o la magistratura temeraria) non è più disponibile per riformare l’economia e per adeguare le istituzioni al mondo che cambia. E infatti l’economia e la giustizia sono andate a rotoli (e come noto la prima non è indipendente dal funzionamento della seconda) e sono vent’anni che non cresciamo. Le corporazioni hanno avuto intere praterie per attestare le loro casematte e difendere le loro rendite, anzi estenderle. E’ come se il paese avesse vissuto vent’anni di una sorta di guerra di posizione, senza spargimento di sangue, ma con le opposte fazioni tese solo ad annullare le mosse dell’avversario.

La sentenza della Corte di Cassazione, al di là del merito su cui non ho competenze per esprimere alcuna opinione, non conclude la guerra sancendo una parte vincitrice ma la rinfocola, scalda gli animi dei pasdaran delle opposte fazioni. Da questo punto di vista, la sentenza della Cassazione è politicamente sbagliata e nuoce al paese. Non so dove sia scritto che i giudici non devono preoccuparsi degli effetti generali delle loro sentenze; ricordo solo che la giustizia è amministrata in nome del popolo (art. 101 della Costituzione). E gli interessi del popolo, si tratta ovviamente di una mia personalissima opinione, sono di essere amministrato e guidato fuori dalla grave crisi cui questo conflitto che lacera il paese ha molto contribuito; nessun altro.

Se i generali di questi opposti eserciti fossero illuminati improvvisamente da una luce divina che li portasse a rinunciare al loro particulare, sarebbe un miracolo. Sono laico e non credo ai miracoli ma prego per la Pace.  

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