Il Sud e l’Italia unita

di RICCARDO CESARI - pubblicato il 24/03/2011 in MERITO & OPPORTUNITÀ
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 In questi giorni di celebrazioni dell’Unità d’Italia non sono mancate le voci dissenzienti e quelle apertamente scissioniste (soprattutto da Nord).

Va tuttavia ricordato che in questi 150 anni il contributo del Sud all’Unità del paese è stato non minore di quello del Centro-Nord.

Infatti, all’espansione verso Sud del Regno di Sardegna realizzatasi con il Risorgimento è seguita quella verso Nord con la guerra all’Austria e alla Germania nel primo conflitto mondiale.

Il compenso pattuito per la nostra partecipazione a quella tragica guerra erano i territori del Nord Est (Trentino-Alto Adige, Friuli, Istria etc.) e se ci si chiede chi andò a morire per quelle terre si vede che la popolazione del Sud partecipò non meno di quella del Nord.

Sono andato a guardare le statistiche del sito http://www.cadutigrandeguerra.it/ e il risultato è riportato in tabella.

Dei 529 mila caduti censiti un terzo erano del Sud, in perfetta proporzione con la popolazione residente. Semmai, errori statistici a parte, guardando il dato del Lazio, viene in mente la battuta del soldato milanese Busacca-Gassman verso il romano Jacovacci-Sordi nel bellissimo e commovente film di Monicelli.

Chi parla di secessione dovrebbe prima guardare bene questi numeri e pensare al ragazzo che c’era dietro ciascuno di essi.

 

 

 

 

 


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