Un piano Euro-Marshall per l’Africa

di RICCARDO CESARI - pubblicato il 29/04/2011 in MERCATO & REGOLE
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 E’ immaginabile un grande piano di intervento economico a favore del continente africano e del Medio-Oriente?

Certo le condizioni di vita delle popolazioni, pur cercando di valutarle con canoni non strettamente occidentali, appaiono preoccupanti: lo testimoniano le inchieste sul campo, le immagini che ci arrivano, i flussi migratori dei tanti che cercano una via di fuga e la difficile sopravvivenza dei tantissimi che restano, in zone con climi difficili e in paesi con governi spesso spietati e autoritari.


Anche l’Europa, coi suoi particolarismi, le sue preoccupazioni interne e la mancanza di un’azione politica unica, si trova largamente al di sotto delle sue aspirazioni e rischia di far apparire ogni discorso di livello continentale e intercontinentale largamente velleitario, fantastico per non dire ridicolo.

Dopo la Presidenza di Romano Prodi, terminata nel 2005, l’Europa sembra aver smarrito la strada del suo futuro, sebbene il disegno, oltre che lungimirante, fosse chiaro e concreto (dal sito dela Regione Sicilia).


Tuttavia, tante sarebbero le motivazioni che militano oggi a favore di un intervento propulsivo per l’Africa e il Medio-Oriente, sullo stile di quello americano che aiutò, con benefici reciproci, un continente distrutto dalla guerra a rimettersi in piedi.

Motivazioni umanitarie (tanto parlare delle radici cristiane e poi?), motivazioni storiche per la civiltà da cui l’Europa attinse in abbondanza, ragioni geografiche ed economiche per la vicinanza e la complementarietà di interessi tra un vecchio continente ricco di industria e povero di domanda e di materie prime e un vecchissimo continente (così vecchio da essere giovanissimo) bisognoso di tutto.

 

Ragionando in termini strettamente economici, e guardando la risorsa naturale per eccellenza, quanto vale la ricchezza petrolifera dei paesi produttori?

In Tab. 1 si prendono in esame 11 paesi africani e 9 paesi del Medio-Oriente. Ai livelli di produzione attuali i paesi africani hanno in media 30 anni di produzione assicurata contro quasi 70 nel Medio-Oriente. Valutando prudenzialmente il barile a 50 dollari, meno della metà delle attuali quotazioni, si ottengono, in media, rispettivamente, 16 e 49 miliardi di dollari annui che le popolazioni potrebbero spendere per piani pluriennali di sviluppo.

In termini complessivi si tratta di 174 e di 444 miliardi, tra l’1 e il 4% del pil europeo: una cifra di tutto rispetto, con un volano potenziale assai elevato in Africa come in Europa.

Interessante è anche notare che Egitto e Tunisia, paesi oggi in prima fila nelle rivolte democratiche, sono quelli che per popolazione (l’Egitto ha quasi 80 milioni di abitanti) o per esiguità di petrolio (la Tunisia ha riserve solo per 600 milioni di barili) otterrebbero i minori benefici pro-capite. Per Libia, Congo, Guinea, Angola, Gabon il beneficio sarebbe invece molto ampio.


Inutile dire che l’avvio di un processo democratico nei paesi petroliferi è condizione indispensabile per un accordo multilaterale e per un effettiva crescita di benessere distribuita su tutti gli abitanti, secondo la formula di Amartya Sen dello sviluppo come libertà e della libertà come sviluppo.

Ma inutile anche aggiungere che finché l’Europa non saprà vivere il suo ruolo con iniziative all’altezza della sua dimensione storica, economica e culturale, altri (Cina e Usa in prima fila) si muoveranno (si muovono) con mezzi e fini decisamente extra-europei.


 

TAB. 1 Riserve petrolifere e valore della produzione annua in dollari

Paesi

Riserve 2009 (*)

Anni di riserve

Valore della prod.annua (**)

Valore della prod.annua pro capite

Algeria

12,2

18

33

931

Angola

13,5

21

33

1.826

Chad

0,9

21

2

210

Egypt

4,4

16

14

173

Equatorial Guinea

1,7

15

6

4.267

Gabon

3,7

44

4

2.794

Libya

44,3

73

30

4.668

Nigeria

37,2

49

38

241

Rep. of Congo (Brazzaville)

1,9

19

5

1.295

Sudan

6,7

37

9

223

Tunisia

0,6

18

2

148

Media Africa

12

30

16

1.525

Iran

137,6

89

77

1.021

Iraq

115,0

127

45

1.413

Kuwait

101,5

112

45

12.557

Oman

5,6

19

15

4.957

Qatar

26,8

55

25

14.438

Saudi Arabia

264,6

75

177

6.790

Syria

2,5

18

7

333

United Arab Emirates

97,8

103

47

9.383

Yemen

2,7

25

5

223

Media Medio-Oriente

84

69

49

5.679

(*) miliardi di barili

 

 

 

 

(**) miliardi di dollari; petrolio a 50$ al barile

 

 

 





 

 


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