Strabismo autarchico

di MARCO DE ANDREIS - pubblicato il 13/04/2011 in MERCATO & REGOLE
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Siamo alle solite. C’è sempre qualcuno cui non sta bene che si importi qualcosa e vorrebbe tanto la producessimo qui. Per Alessandro Carettoni in questo post è il fotovoltaico. Ma la logica sottostante è estendibile a tutto. A parte certe materie prime che proprio non si trovano sull’italico suolo o nelle italiche acque territoriali, dovremmo allora cercare di produrre tutto e avere come obiettivo l’autarchia.
 

In Europa gli Stati membri possono sussidiare le energie rinnovabili perché il regolatore della concorrenza – l’Unione europea – lo consente. Ecco perché lo consente o addirittura lo incoraggia.
 

Their (delle energie rinnovabili) use reduces our greenhouse gas emissions, diversifies our energy supply and reduces our dependence on unreliable and volatile fossil fuel markets (in particular oil and gas). The growth of renewable energy sources ALSO stimulates employment in Europe, the creation of new technologies and improves our trade balance.

ALSO in lettere capitali ce l’ho messo io.


Invece Carettoni rovescia tutto. Per lui non è più ALSO. Per lui “irrobustire e completare una filiera produttiva NAZIONALE ‘verde’ competitiva e capace, almeno in alcuni segmenti, di garantire l’intero percorso che va dalla creazione di una tecnologia alla sua commercializzazione e diffusione [è] l’OBIETTIVO PRIORITARIO in una prospettiva di medio-lungo termine”.


OBIETTIVO PRIORITARIO e NAZIONALE in lettere capitali ce li ho messi io.


Importiamo (orrore!) cellule fotovoltaiche dalla Germania e dalla Cina – in Cina si sta trasferendo in ogni caso gran parte della produzione di chiunque. Se importiamo dalla Germania è un bene per l’obiettivo secondario posto dall’Unione europea –“stimolare l’occupazione IN EUROPA, la creazione di nuove tecnologie e migliorare la nostra [DELL’EUROPA] bilancia dei pagamenti”.


EUROPA in lettere capitali ce l’ho messa io.


Se dovessimo sussidiare con i soldi pubblici produttori NAZIONALI a scapito di produttori tedeschi la Commissione aprirebbe subito una bella procedura d’infrazione.


Che disastro. Non solo ci viene proposto di subordinare e rallentare la lotta al riscaldamento globale e altri lungimiranti obiettivi alla politica industriale di Carettoni, ma nel farlo dovremmo pure violare i principi del mercato interno, la base su cui poggia l’intero processo di integrazione europea.


Sostituzione delle importazioni, politica industriale nazionale – un ritorno al passato in nome delle tecnologie di punta.


Se non produciamo impianti fotovoltaici – né pale eoliche o, per dire, turbine a gas – vuol dire che gli imprenditori italiani hanno puntato su altri settori. Ed è vendendo all’estero la produzione di questi altri settori che dovremo pagarci le importazioni di tutto. Ma che c’è di strano?


Commenti:

  1. prendiamo esempio da Robinson Crusoe:inviato da Carno Polo il 13/04/2011

    Disse nientepopodimnoché A. Lincoln, parafraso a memoria: "Se importiamo, noi abbiamo la merce e gli stranieri i soldi. Se compriamo prodotti nazionali, a noi restano sia la merche sia i soldi." Chiaro no? E poi basta ricordare Robinson Crusoe: lui mica commerciava con l'estero. Se ne stava autarchicamente sulla sua isoletta ed andava avanti alla grande, gestendo oculatamente le sue scarse risorse, tant'è che viene studiato in economia e gli è stato pure dedicato questo sito. Se lo faceva lui, perché non l'Italia che ha molte più risorse a disposizione?

    Si obietterà che così anche gli stranieri smetteranno di comprare i nostri prodotti. Bene! Questo ne aumenterà l'offerta sul mercato nazionale e farà scendere i prezzi, a tutto vantaggio dei consumatori italiani. Anzi se la UE e la OMC non ci permettono di elevare tariffe e dazi sulle importazioni, io direi di tassare le esportazioni. Così i nostri esportatori, avidi e assetati di lucro sulla pelle dei cittadini, saranno costretti a vendere sul mercato nazionale. Ha fatto così l'Argentina quando gli ingordi stranieri si stavano comprando troppe bistecche dai produttori delle pampas. Seguiamone l'esempio illuminato.

    Ma so già cosa obietteranno i plutocrati industriali: così facendo non potremo permetterci di importare quelle cose di cui proprio in Italia non c'è offerta, come le materie prime. So what? Saremo obbligati a consumarne di meno, riducendo gli sprechi e il cambiamento climatico.

    Prendiamo esempio da R Crusoe!

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