Stadi vuoti? Diritti tv a chi li riempie
di MARCO DI DOMIZIO - pubblicato il 04/02/2011 in MERCATO & REGOLEI dati sulla affluenza di pubblico negli stadi di Serie A e B alla fine del girone di andata non sembrano indicare una inversione di tendenza rispetto alla flessione degli anni passati. Quanto questo fenomeno preoccupi i vertici calcistici non è molto chiaro; così, se la mancata attribuzione dei Campionati Europei di Calcio del 2016 e i problemi politici interni alla maggioranza hanno rallentato l’iter legislativo della legge sugli stadi, il dibattito intorno alle problematiche legate agli “stadi vuoti” sembra confinato nei blog degli internauti che attribuiscono il calo alle nuove regole introdotte dalla Tessera del Tifoso.
Partendo dalla considerazione che, come emerso in recenti studi, il pubblico calcistico (live e televisivo) è molto committed, ovvero interessato soprattutto alle sorti della propria squadra (dunque non si va allo stadio come si va al cinema o al teatro), e che gli stadi vuoti influenzano negativamente anche l’appeal della partita in televisione, le possibili leve utilizzabili per riportare il pubblico negli stadi andrebbero ricercate attraverso un uso diverso e più efficiente dei diritti televisivi.
In particolare, come illustrato con maggiori dettagli nel paper allegato (qui il link), la capacità di ogni club di riempire lo stadio dovrebbe essere premiata attraverso una maggiore quota di diritti televisivi che oggi sono ripartiti sulla base di un generico riferimento al bacino dei “tifosi”. Una maggiore affluenza di pubblico potrebbe giovare anche al prodotto televisivo: partite con stadi semivuoti sono sicuramente uno spettacolo meno attraente.




