La tracciabilità e la mamma

di ALFREDO MACCHIATI - pubblicato il 08/12/2011 in POLITICHE & CONGIUNTURA
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Qualche liberista, un po’ estremo per la verità, si rammarica dell’abbassamento della soglia sulla tracciabilità (vedi qui): un attentato alla libertà dei cittadini! Un intrusione!

La mamma mi ha insegnato che la libertà bisogna meritarsela: che fate se vostro figlio stacca il telefonino e non è rintracciabile? Vi arrabbiate e limitate le uscite di vostro figlio (se siete genitori che non avete abdicato… oppure i genitori liberisti dicono: “fai come c. ti pare ?”).

Beh, a giudicare delle stime che girano sull’evasione dell’IVA (un punto di PIL) la libertà i contribuenti italiani (anche i lavoratori dipendenti quando si tratta di IVA) non se la meritano. E poi vi sono studi che dimostrano che la corruzione aumenta all’aumentare dell’uso del contante. Evasione e corruzione, terreni dove l’Italia primeggia.

Possiamo veramente lamentarci di un attentato alla libertà?

Suvvia, un po’ di ragionevolezza.

 


Commenti:

  1. la mamma isterica e i divieti inutili:inviato da giuseppe pasquale il 08/12/2011

    Caro Alfredo, non mi trovi d’accordo.
    Spiego il mio pensiero seguendoti nella metafora. Mettamoci per un attimo dalla parte del figlio. Come reagisci se hai una mamma isterica che ti tratta da birbantello “a prescindere”? Che ti rimprovera in continuazione senza motivo? Persino quando il cellulare te lo sei scordato a casa, ma perché tutti si sapeva in famiglia che dovevi fermarti a cena a casa dei tuoi cugini?
    Più che un problema di privacy, io ne faccio una questione di efficacia, di proporzionalità e sensatezza del divieto.
    Sapendo bene che a forza di riempire la testa del fanciullo con divieti inutili, molti genitori hanno finito per costruire "fisiologicamente" nel cervello dei figli solo una grande capacità di barare al fine di scansarli. ...magari il più delle volte a loro insaputa.

  2. la mamma e la società civile:inviato da l.romani il 29/12/2011

    Sig. Pasquale,

    mi sembra troppo facile prendersela con la metafora di Alfredo e rivoltarla a piacimento!
    E' anche vero che il ragazzo che spegne il cellulare non fa danno agli altri ragazzi, e la mamma che poi lo chiude in casa limita solo la sua, di libertà.
    Chi evade, al contrario, danneggia tutti quanti.
    Inoltre chi si sente trattato da birbantello "a prescindere" o ha la coscienza sporca o ha una povera concezione del concetto di "società civile", dove il sacrificio dell'uno premia i molti, e di riflesso anche quell'uno.

  3. La bussola deve essere sempre il buon senso:inviato da Giuseppe Pasquale il 30/12/2011

    Sia io, sia Alfredo, sia il sig. I.romani condanniamo l'evasione fiscale con pari intensità, ne sono convinto. Il distinguo fra noi nasce su quali strumenti utilizzare per contrastarla. Io penso che il vincolo di tracciabilità è non solo utile, ma addirittura risolutorio alla radice (rispetto alla piaga della evasione). Ma solo quando esso é totale, cioè  con soglia zero ed eliminazione del denaro contante. Altrimenti tale vincolo é (quasi) di nessuna utilità. E non risponde a buon senso stressare a vuoto gli operatori, dato che un atteggiamento del genere irrita e crea istintivamente reazioni ostili e di autodifesa, proprio come accade quando un genitore abituato a essere inutilmente severo finisce per tirar su un figliolo specializzato nel barare e far bene solo le cose fatte di nascosto. 

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