L’ineffabile crescita del PIL italiano

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Così il Corriere della Sera online del 4 giugno 2010.

Resta stabile il Pil di Eurolandia nel primo trimestre 2010: secondo Eurostat la crescita è stata dello 0,2%, come negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Stesso risultato per la Ue-27. L’Italia ha fatto registrare un balzo dello 0,5%, dopo il -0,1% dell’ultimo trimestre 2009: meglio di Francia (+0,1%), Germania (+0,2%) e Regno Unito (+0,3%). Torna il segno più anche davanti al Pil della Spagna (+0,1%). Come prevedibile, la Grecia resta in recessione (-0,8%).

Sì, oh sì, lasciateci lamentare di come queste notizie vengano scritte. Ma come? “Resta stabile il prodotto interno lordo di Eurolandia” e allo stesso tempo c’è una crescita dello 0,2%? Forse resta stabile, trimestre dopo trimestre, la crescita del PIL?

Ma che vuoi che sia un’inezia come questa, la differenza tra un valore assoluto e una variazione? Viva il grande ordine dei giornalisti che protegge noi poveri consumatori dalla cattiva qualità delle notizie che certamente vi sarebbe se l’ingresso alla professione fosse lasciato libero invece di venire severamente regolamentato.

L’Italia registra, comunque, forse non un balzo, ma un rimbalzino sì – e meglio di altri paesi europei di taglia simile alla nostra. L’OCSE con il suo “superindice” (CLIs – Composite Leading Indicators) l’aveva previsto. Difatti alla fine dell’anno scorso si aspettava dall’Italia proprio questo. A non crederci erano quelli de la-voce-punto-info – come avevamo scritto in questo post dello scorso 19 novembre. Addirittura nelle previsioni dell’OCSE vedevano “cattive notizie”.

Chissà cosa scriveranno adesso.

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