Le pensioni, l’informazione e il trasferimento tra le generazioni

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 Da tempo volevo scrivere un post sull’informazione e l’educazione previdenziale. Un post sull’importanza che un’informazione pubblica ampia, diffusa, corretta e completa possa avere sulle scelte di risparmio consapevoli degli individui e quindi sulla consistenza e stabilità del secondo pilastro, quello della previdenza complementare. E in definitiva sulla stabilitá e sostenibilità del sistema pensionistico nel suo complesso.

Un post per ricordare il rischio del probabile insorgere nel prossimo futuro di devastanti conflitti tra le generazioni, del potenziale esplosivo di queste divisioni tra le diverse coorti di etá e l’importanza che per evitarli è opportuno informare, far conoscere, sensibilizzare l’intera popolazione sulle variabili cruciali del vincolo di bilancio aritmetico di ogni sistema pensionistico – il volume dei contributi/risorse pensionistiche disponibili deve eguagliare l’ammontare delle prestazioni per il numero di beneficiari – e naturalmente fare riforme serie e responsabili – come quelle che aumentano l’eta di pensionamento.

Se si riduce il numero degli attivi e aumenta il numero dei pensionati, che vivono tra l’altro per un numero di anni maggiore, c’e poco da fare, è questione aritmetica, non tanto di destra o sinistra: o si aumenta il livello del prelievo o si riduce il volume delle prestazioni – o qualsiasi combinazione tra le due.

La vera questione cruciale peró è il potere crescente degli anziani, che oltre a diventare in pochi anni maggioranza sul piano aritmetico, lo sará anche ovviamente sul piano elettorale. In gergo tecnico si puó dire che il median voter – ovvero l’elettore mediano, quello che divide in due la popolazione ma soprattutto che decide quale piattaforma elettorale vince – passerà dall’etá attuale di poco superiore a 40 anni a oltre 50 intorno al 2050.

La questione nella sua essenza, per renderla semplice sul piano concettuale, è ben descritta da questo passo cruciale di von Hayek del 1960, dove si afferma che “forse [sia] venuto davvero il tempo di soffermarsi in modo adeguato e senza pregiudizi sull’etica di un sistema, in cui non è la maggioranza di chi paga a determinare cosa si debba dare ai pochi sfortunati, ma è la maggioranza di chi incassa a decidere quanto prendere a una minoranza più ricca”.

Ma poi ho trovato questo video su youtube e anche se in lingua spagnola, la traduzione in italiano lo rende fruibile a tutti. Il video riesce a condensare in modo straordinario il dilemma cruciale dei sistemi pensionistici attuali. Andrebbe mostrato nelle scuole e alla TV pubblica, nei luoghi di lavoro e negli uffici pensionistici. Certo ci vuole molto coraggio per farlo, ma nascondersi o mentire sarebbe peggio, non risolverebbe il problema.

Ma mi fermo qui. Non è necessario continuare con discorsi tecnici. Buona visione, viva youtube e complimenti a chi ha realizzato il video.

 

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