In memoria di Ronald Harry Coase

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Ronald Harry Coase (Willesden, 29 dicembre 1910 – Chicago, 2 settembre 2013 )

 

Il 2 settembre 2013 a Chicago è venuto a mancare il Prof. Ronald H. Coase, Nobel per l’economia e genio dall’indole solitaria. Nato il 29 Dicembre del 1910 (alle ore 03:25 p.m. come appuntò il padre) nei pressi di Londra, Coase sin da piccolo ha sviluppato per timidezza e per alcuni problemi di salute un certo animo solitario, probabilmente necessario per chi, rivoluzionario e innovatore come lui, si è trovato spesso ad anticipare i tempi.

 

 

Emblematica rimane in tal senso la cena tra la fine del 1959 e gli inizi del 1960 nella casa di Aaron Director, Preside della Chicago Law School, riportata da George Stigler[1], Nobel per l’Economia 1982; quella sera, si racconta, ventun illustri economisti “chicagoans” (tra i presenti, oltre a Stigler, anche Milton Friedman, Nobel per l’Economia 1976) si riunirono per mostrare gli “evidenti errori ed eresie” contenuti nell’articolo di uno dei commensali; l’uno in questione era proprio Ronald Coase. A inizio serata, ricorda ancora Stigler, tra gli economisti presenti non c’era neanche un sostenitore degli argomenti di Coase (a parte lui stesso); a fine cena dopo un acceso dibattito il risultato si capovolse ventuno a zero a favore di Coase.

 

Dopo quella serata, casualità volle, Coase fu convinto a scrivere l’articolo Il Problema del Costo Sociale, che poi è divenuto l’articolo probabilmente più citato (ma poco compreso, per stessa ammissione dell’autore) nella letteratura economica moderna. Il tema centrale del contributo di Coase è il concetto di costo di transazione nelle istituzioni economiche: ogni istituzione, compreso il mercato, ha un costo di funzionamento, ovvero costo di transazione. Inoltre viene dimostrato che le istituzioni sono create dal diritto e dipendono da esso. In altre parole l’argomentazione di Coase contrasta con un’idea di giusnaturalismo economico secondo la quale “il sistema economico in condizioni normali funziona da solo” (Sir Arthur Salter, citato da Coase[2]).

 

Sebbene il concetto di costo di transazione sia ancora oggi dibattuto e talvolta niente più che una mera elencazione di contingenze, il pensiero di Coase ha il merito di aver posto alcune domande, frutto di una raffinata logica abduttiva[3], in grado di spostare il paradigma economico di riferimento. E’ il caso per esempio dell’articolo La Natura dell’Impresa del 1937: se nelle moderne economie si riscontrano meccanismi allocativi di non-mercato (ovvero gerarchici) come le imprese – spesso anche di grandi dimensioni, allora, si interroga Coase, il mercato non è sempre il miglior meccanismo per allocare le risorse? La risposta: il mercato ha costi di funzionamento e quindi per talune transazioni i soggetti economici optano per istituzioni alternative e potenzialmente meno costose (come le imprese) non basate sul meccanismo dei prezzi.

Si può riassumere questa parte del ragionamento dicendo che il funzionamento di un mercato ha un costo e che, creando un’organizzazione e permettendo a una certa autorità (un imprenditore) di allocare le risorse, vengono risparmiati i costi del mercato[4].

Anzi Coase si spinge a scrivere che “in un sistema concorrenziale c’è un grado ottimale di pianificazione”[5]. Alla giovane età di 27 anni Coase pubblicava uno degli articoli più influenti per la scienza economica, ma troppo in anticipo con i tempi; infatti tale lavoro rimase sconosciuto agli economisti per circa trent’anni fino al 1960 quando fu pubblicato Il Problema del Costo Sociale che ebbe invece un successo immediato. 

 

In questo articolo, ancora in solitudine, dato che gran parte degli economisti (anche chicagoans) erano tentati dai successi della pianificazione sovietica[6], Coase mette in discussione la necessità dell’intervento pubblico/statale di stampo Pigouviano nel caso di esternalità[7]. Coase infatti mostra, tra le altre cose, che l’esternalità piuttosto che un fallimento di mercato può rappresentare un’assenza di mercato dovuta a una mancanza definitoria dei diritti di proprietà tra le parti. L’argomento del 1960 fu poi riformulato da George Stigler come un Teorema[8] – il Teorema di Coase – su cui furono basate concettualmente le politiche economiche “liberali” dei paesi occidentali di quegli anni. Si può senz’altro affermare che se c’è un momento preciso in cui l’Occidente vinse dal punto di vista della formulazione teorica la Guerra Fredda, questo è stato con l’enunciazione “Stigleriana” del Teorema di Coase.      

 

Ma a questo punto ritorna l’elemento della solitudine: infatti Coase in contrasto con i “coasiani” che rappresentavano ormai il mainstream, si impegnò nei cinquant’anni successivi nel criticare il Teorema e in particolare l’ipotesi che vi sta alla base: l’assunto dei costi di transazione nulli. La durezza con cui Coase disapprova questo assunto è ben sintetizzata dal seguente passaggio:

In una teoria economica che ipotizzi costi di transazione nulli, i mercati non hanno alcuna funzione da espletare ed è senza dubbio ragionevole sviluppare la teoria dello scambio tramite un’elaborata analisi di individui che scambiano noci per mele ai confini della foresta o altri esempi ugualmente fantasiosi[9].

Piuttosto che supporre mondi con costi di transazione nulli occorre invece

prendere in considerazione i costi di funzionamento delle varie forme di organizzazione sociale (sia che si tratti del funzionamento di un mercato o quello di un dipartimento governativo) così come i costi di adozione di un nuovo sistema[10].

 

Se Milton Friedman con uno slogan popolare There is no such thing as a free lunch avverte che non esiste bisogno umano socialmente rilevante il cui soddisfacimento sia gratuito, Coase mostra che nessuna istituzione è gratuita; si potrebbe riassumere ciò con There is no institutional solution as a free lunch[11].

 

Coase stesso racconta che spesso da bambino giocava da solo a scacchi e amava ricoprire a turno ambedue i giocatori: il nero e il bianco. Come in quelle partite a scacchi, anche nel caso del Teorema che porta il suo nome, Ronald Coase ha ricoperto il ruolo del giocatore-bianco – definendo in nuce il Teorema – e poi quello del giocatore-nero – criticandolo con veemenza.

 

Il contributo di Coase è fondativo di una “nuova” materia, d’incontro tra diritto ed economia, nota come Law and Economics e che negli USA diviene ben presto lingua franca per giuristi ed economisti. Anche in Italia l’analisi economica del diritto ha raccolto l’interesse di molti studiosi ed esperti come dimostra la conferenza annuale della SIDE (Società Italiana di Diritto ed Economia) che quest’anno si svolgerà a Lugano (Università  della Svizzera italiana) dal 12 al 13 Dicembre – per ulteriori dettagli si veda il sito www.side-isle.it.

 

In prossimità del suo 103° compleanno ci ha lasciati quindi un pensatore che senza dubbio è riuscito a trasformare profondamente la scienza economica (un po’ meno gli economisti); per una dantesca legge del contrappasso ogni scienziato sociale che ha subito il gran fascino di Ronald Coase, ma che contestualmente è stato artefice più o meno conciliante della solitudine di Coase, da oggi si sentirà certamente più solo.      

 

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[1] Cf. S.G. Medema (2009), The Hesitant Hand, Princeton: Princeton University Press.

[2] R.H. Coase, La Natura dell’Impresa; in M. Grillo, Impresa, Mercato e Diritto, Bologna: Il Mulino, p. 74.

[3] Cf. D.W. Bromley (2006), Sufficient Reason, Princeton: Princeton University Press.

[4] R.H. Coase, La Natura dell’Impresa; in M. Grillo, Impresa, Mercato e Diritto, Bologna: Il Mulino, p. 80.

[5] R.H. Coase, La Natura dell’Impresa; in M. Grillo, Impresa, Mercato e Diritto, Bologna: Il Mulino, p. 77, fn. 14.

[6] Cf. M. Vatiero (2013), “Alla Ricerca di Regole (e Istituzioni) Efficienti”, Rivista Critica del Diritto Privato, 1: 123-138.  

[7] Frank Hahn ha definito esternalità come l’effetto dell’azione di un agente sul benessere di un altro agente. Cf. R.H. Coase, Impresa, Mercato e Diritto; in M. Grillo, Impresa, Mercato e Diritto, Bologna: Il Mulino, p. 64.  

[8] Cf. S.G. Medema (2009), The Hesitant Hand, Princeton: Princeton University Press.

[9] Citato da Bowles S., R. Edwards e F. Roosevelt (2011), Introduzione all’Economia Politica, (edizione italiana a cura di M. Vatiero), Milano: Springer, p. 91. 

[10] R.H. Coase, Il Problema del Costo Sociale; in M. Grillo, Impresa, Mercato e Diritto, Bologna: Il Mulino, p. 258.

[11] Cf. M. Vatiero (2013), “Alla Ricerca di Regole (e Istituzioni) Efficienti”, Rivista Critica del Diritto Privato, 1: 123-138.  Si veda anche U. Pagano (2012) “No institution is a free lunch: a reconstruction of Ronald Coase”, International Review of Economics, Springer, vol. 59(2): 189-200. 

 

 

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