W il 1° maggio

pubblicato il 29/04/2011 in IL-LOGICO
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 “L’antico pregiudizio sessantottino impresso nella carni di dirigenti della età della Camusso”. 

Cosi, con una visione da inferno dantesco,
il columnist Polito ha trovato
“la rivelazione di uno dei problemi culturali più seri
della sinistra non solo italiana “(sic).
Eterna dannazione dunque
per chi non si redime
al 1° maggio dentro l’outlet.
Verrebbe da dire: “a’ Polito ma che stai a di’?
Suvvia un po’ di tolleranza.
Lasciate alla CGIL la sua festa,
le sue bandiere rosse, le sue sfilate, i suoi canti.
E’ un mondo che forse non c’è più
ma conservarlo è un’opera meritoria:
evita la omologazione consumistica,
lascia spazio alle differenze.
Il 1° maggio è come Natale:
quello lo vogliamo con il Papà Natale,
la slitta e i regali.
Questo con la fava e il pecorino,
la gita fuori porta e una bella sfilata
(magari guidata dagli ex Presidenti
di Camera e Senato).  

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