Fine di due Tabù

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 Questo fine settimana appena passato si sono infranti due tabù.
Il primo è su tutte le prime pagine e riguarda la confidenzialità o segretezza delle note diplomatiche. WikiLeaks ha reso pubblici centinaia di migliaia di dispacci (250.000 circa secondo il New York Times) delle ambasciate e del Dipartimento di Stato statunitensi. Di questi appena 15.000 erano classificati come “segreti” – un livello di classifica già di suo non altissimo. Gli altri erano solo “confidenziali” o del tutto non classificati. Molto rumore per nulla.
Per contro non c’è nulla di male – anzi – che il pubblico, compreso ovviamente chi scrive questo post, possa per una volta farsi un’idea di come lavorano, di quali giudizi danno, certi canali così importanti per la formazione delle opinioni e delle decisioni dei governi.
I giornali che hanno raccolto l’offerta di WikiLeaks di pubblicare i dispacci sono, se non sbaglio, il New York Times, il Guardian, Le Monde, El Pais, Der Spiegel. Non ci sono giornali italiani. Domanda: perché hanno rifiutato l’offerta o perché non l’hanno ricevuta?
Il secondo tabù è stato infranto dal governo irlandese e si chiama “i diritti acquisiti non si toccano”. Leggi in primo luogo le pensioni. Nel pacchetto di tagli alla spesa pubblica volto a ridurre un deficit che alla fine di quest’anno dovrebbe toccare il 32% del PIL, gli irlandesi hanno deciso di ridurre LE PENSIONI IN CORSO (non solo quelle future) nel modo seguente:

dello 0% per i primi 12.000 euro (annui lordi);

del 6% della quota eccedente 12.000 fino a 24.000;

del 9% della quota eccedente 24.000 fino a 60.000;

del 12% della quota eccedente 60.000.

Domanda: si può fare una simulazione per vedere a quanto ammonterebbe il risparmio conseguente a una misura del genere in Italia?
Quanto al tabù infranto, invece, mi si passi l’auto-citazione. In un Post recente sui conflitti inter-generazionali legati alle pensioni avevo scritto: “Lo sappiamo tutti ma ci guardiamo bene dal dirlo: l’unica soluzione giusta – se il termine giustizia ha ancora un senso – sarebbe quella di tagliare tutte le pensioni subito, comprese quelle in corso”.
Gli irlandesi non solo l’hanno detto, l’hanno fatto! Fantastico.
Come si vede i tabù davvero indispensabili si contano sulle dita di un mano e di questi due si poteva (si può) fare volentieri a meno.

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