Diego Della Valle e il suo sasso nello stagno

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Protesta legittima (“Politici ora basta”)che riassume lo stato d’animo di molti italiani.
Parole che condivido e che spero spingano ancora di più questo Governo a presentare il prossimo pacchetto per lo sviluppo, concreto e veramente liberale. 

Ma Diego Della Valle non è uno che ha speso qualche decina di migliaia di Euro solo per far sentire la sua voce. Da 30 anni fa parte di una parte della incostruttiva “classe dirigente” di questo Paese e di mezzi per farsi sentire ed incidere ne ha sempre avuti tanti. Che si sia limitato a riassumere uno sfogo per sottolineare un problema? Può essere, è da sempre un geniale comunicatore, oltre che un ottimo e serio imprenditore. O c’è dell’altro? E allora deve dire chiaramente che progetto intende realizzare, con chi e come pensa di aiutare questo scassato Paese. Non è scassata solo la politica, ma lo sono anche la cultura dominante e ogni categoria, noi industriali compresi, ha al suo interno una parte di suoi componenti che hanno dato una mano a rendere questo Paese quello che è. Quindi, più che una lotta fra industriali, politici, magistrati, sindacati, pensionati e quant’altro, è l’eterna lotta dei “buoni”  contro i “cattivi”, dei “capaci” contro gli “incapaci”.  

E vedo che nessun giornalista gli ha posto la domanda “ e adesso cosa vuole fare “? Credo che questo sia il prossimo passaggio. 
Diego, quando hai due minuti mi chiami e me lo dici? 

Pubblicato il due ottobre 2011 su http://www.studiliberali.it/

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