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di MARCO DE ANDREIS - pubblicato il 01/09/2009 in DAL WEB
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Oggi il Corriere della Sera online pubblica questa notizia: Eurozona, disoccupazione record - Mai così elevata dal maggio del 1999.

Oltre che su Eurozona nel suo complesso, il giornale riporta dati su alcuni singoli paesi membri. Così c’è il tasso peggiore (18,5%), quello della Spagna - il paese che secondo il Corriere e altri giornali ci avrebbe sorpassato di slancio. E il tasso migliore (3,4%), quello dell’Olanda.

E in mezzo che succede? E l’Italia?

Dell’Italia ovviamente non si può dire nulla perché il dato non è abbastanza catastrofico. Il Corriere pubblica sull’economia italiana solo notizie catastrofiche. La Repubblica, che non leggo, mi dicono faccia anche peggio. Sono i due quotidiani italiani più venduti.

Comunque, ecco i dati di Eurostat sulla disoccupazione nell’Unione europea selettivamente citati dal Corriere. Con un tasso di 7,4%, e vista l’inaudita durezza della crisi, l’Italia non è messa così male. È anzi il paese grande dell’Unione col dato migliore. Germania e Gran Bretagna sono al 7,7%, la Polonia è all’8,2%, la Francia al 9,8% e della Spagna abbiamo già detto.

Possiamo osare dirlo? Speriamo di sì.

A proposito, anche questi dati di Eurostat sul commercio estero, risalenti a un paio di settimane fa, non erano abbastanza catastrofici da essere pubblicati – a meno che non mi siano sfuggiti.

Non erano catastrofici per Eurozona nel suo complesso, che in giugno faceva registrare un surplus di € 4,6 miliardi (zero lo stesso mese dell’anno precedente). E non erano catastrofici per l’Italia, il cui commercio con l’estero va molto, molto meglio di tanti altri – tra cui la solita Spagna, ma anche la Gran Bretagna e la Francia.

Ma certo, io sono un inguaribile ottimista.

 

Commenti:

  1. Disoccupazione in Italia ? Vediamo ..:inviato da Adriano Teso il 18/09/2009

    Francia e Germania, diversamente dall'Italia, avevano 5 milioni di disoccupati stabilii e in parte professionisti. L'Italia era da 15 anni in piena occupazione, tanto da dover importare milioni di stranieri per fare lavori non accettati da italiani. I disoccupati delle statistiche erano semplicemente in cerca del lavoro da loro desiderato e non di un lavoro legale qualsiasi per mantenersi. In tutti i paesi del mondo questa non è definita disoccupazione. Noi però manteniamo circa 2 milioni di falsi occupati, che non producono valore aggiunto e che costano 3 volte un generoso assegno di disoccupazione. Infatti hanno un ufficio, una scrivania, un telefono, un PC e, lavorando, producono intralci alla produttività. Ciò grazie a clientelismo, alla assenza di licenziamenti individuali, dovuta sia ad una visione della magistratura che alla assenza di decorosi ammortizzatori sociali. Ma ora, con l'industria che fa il meno 20% , le ristrutturazioni e le chiusure, la disoccupazione vera ha iniziato a salire e continuerà per mesi , così come si stima che non rientrerà più al lavoro oltre il 50% degli attuali cassaintegrati. Se non risolveremo i noti problemi strutturali della nazione e continueremo a mantenere il 48mo posto nella classifica mondiale della competitività, la situazione non potrà che peggiorare, Ma spero che le tante persone capaci che abbiamo in Italia collaborino a fare quanto necessario. E' tutto possibile, se lo si vuole

  2. C'e' disoccupazione e occupazione:inviato da Sir Ovix il 29/11/2009

    Credo che sia giusto affermare che il tasso di disoccupazione in Italia e' piu' basso che in altre realta' europee, ma c'e' da da aggiungere che l'Italia possiede anche uno dei tassi di occupazione piu' bassi d'Europa, quindi mi pare ovvio che all'arrivo di una crisi non ci sia un un enorme perdita di posti di lavoro, perche' comunque c'e' ne sono gia' di meno esistenti.
    Se e' vero che l'UE ha un tasso di occupazione del 64%, la Grande Bretagna del 72%, l'Italia ha un modesto 56%. Non si bruciano posti di lavoro durante la crisi perche' nemmeno se ne sono creati in precedenza.

  3. L'ottimismo non è solo controcorrente...:inviato da Cartesiano il 29/11/2009

    Concordo con Sir Ovix: il dato disoccupazione - come quello sul pil - risulta disastroso proprio perché partiamo già da un livello basso di sviluppo che dura da almeno un decennio. Il timore è che stagneremo in questa palude molto a lungo.
    L'ottimismo non è solo controcorrente... è contro la realtà.

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