Cameron regalerà l ‘Europa a Berlino

Cameron regalerà l 'Europa a Berlino

David Cameron lo aveva promesso in campagna elettorale e adesso lo farà. I cittadini del Regno Unito decideranno già nel 2017 se il loro paese debba stare o meno nell’Unione Europea. Sarà un referendum senza paracadute, nel senso che il risultato non è prevedibile a priori. Ma la Brexit, cioè l’uscita di Londra dalla Unione, è più che possibile.

La germanizzazione dell’eurozona e dell’Europa, che procede a passo spedito da quando è iniziata la crisi economica, sarebbe a quel punto, con il governo inglese nella stessa posizione della Norvegia o della Svizzera, cosa compiuta.

Ed infatti la vera partita che si giocherà con il referendum britannico del governo Cameron è proprio questa: il livello di dominio fattuale che Berlino realizzerebbe con una Unione privata del peso e del ruolo di Londra. Da sempre la Gran Bretagna nella EU ha rappresentato una voce fuori dal coro berlinese su molte questioni e più di tutte sulle questioni economiche e sui trasferimenti di poteri alle istituzioni europee. Una voce forte e autorevole perché espressa da un paese che, non soltanto ha vinto la seconda guerra mondiale, unico in Europa, ma anche perché portatore degli interessi di una grande economia e di una grande popolazione. Il peso di Londra mai è stato nella storia e mai lo sarà comparabile a quello della Danimarca o della Svezia.
Senza Londra l’Europa diventerebbe qualcosa di molto originale: un grande zollverei a trazione tedesca votato a valorizzare gli interessi economici del capitalismo renano nel quale la Francia giocherà sempre più il ruolo della foglia di fico ed i paesi e le economie a tripla A quello del nocciolo duro berlinese. Parigi nell’euro sarebbe il certificato che non si è tornati all’Europa politica dei tempi di Bismarck e che due guerre mondiali non sono state fatte per nulla, ma il peso vero di Parigi sarebbe molto scenico e poco di sostanza.
Insomma il referendum di Cameron potrebbe essere un maxi regalo agli interessi politici tedeschi e un successo personale della Cancelliera Angela Merkel, che a quel punto avrebbe la strada spianata per riempire le istituzioni europee di tanti lussemburghesi, finnici, olandesi e austriaci. Il premier inglese dovrebbe, invece, giocare la partita all’interno delle istituzioni europee tessendo alleanze utili allo scopo, magari anche con l’Italia, e utilizzare il potere di veto il più possibile. Del resto le guerre economiche non si combattono più con cannoni e carri armati ma restano pur sempre guerre a tutti gli effetti e se Cameron non vuole convivere con un’Europa totalmente germanizzata, cosa che avrebbe fatto orrore a tutti i suoi avi, allora deve pensare a scelte più coraggiose e più lungimiranti del referendum promesso per il 2017.

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