Attività industriale in Italia at a quick glance

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Nelle scorse settimane l’Istat ha pubblicato i dati sulla produzione industriale del mese di Novembre 2012. Prosegue la diminuzione dell’attività produttiva che è una delle ragioni per cui le stime per il 2013 vedono ancora indietreggiare il Pil.

 

Il più recente Bollettino Economico di Bankitalia prevede un -1%, con una inversione di tendenza che ricomparirà solo a fine anno, per poi rafforzarsi nel 2014 quando la crescita tornerà in territorio positivo per +0,7%.

 

Le variazioni della produzione industriale hanno una elevata correlazione positiva con le variazioni del Pil; e l’andamento degli ordinativi industriali è un’ottima variabile anticipatrice della produzione industriale e, per questo stesso motivo, del Pil.

 

A Novembre 2012 la produzione industriale italiana (costruzioni escluse, valori reali destagionalizzati) è di oltre 20 p.p. inferiore al dato pre crisi di Gennaio 2007. Dopo aver toccato il minimo a Marzo 2009, la ripresa è durata sino a metà 2011, dopodiché è ripartito il trend decrescente che si osserva ancora oggi.

 

Gli ordinativi (valori reali destagionalizzati) mostrano valori ancora più critici. Sul mercato interno a Novembre 2012 segnano il dato peggiore, oltre 35 p.p. in meno rispetto all’inizio del 2007, oltre 5 p.p. in meno rispetto a Marzo 2009. Indicazioni un po’ più confortanti per gli ordinativi sul mercato estero, non tornati al livello del Gennaio 2007 (sotto di circa 7 p.p.), ma sopra il minimo raggiunto a Marzo 2009 (+20 p.p.). Il loro trend positivo appare, tuttavia, ormai esaurito. Il totale degli ordinativi (interno e estero) ha, a Novembre 2012, quasi raggiunto il minimo toccato a Marzo 2009, lungo un trend decrescente di cui sinora non si intravede inversione.

 

Produzione e ordinativi industria – Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(elaborazioni su dati Istat)

 

L’industria continua a lanciare segnali negativi. Si resta non solo lontanissimi dai livelli di attività di 5 anni fa, ma anche lungo tendenze di ulteriore deterioramento. Dietro l’andamento degli ordinativi nazionali c’è la caduta dei redditi e l’impoverimento delle famiglie che impattano entrambi sulla domanda aggregata. Gli ordinativi esteri non riescono a compensare, mentre sullo sfondo c’è sempre lo snodo irrisolto dell’Euro forte e della incapacità di far collaborare politica monetaria e politiche fiscali in Area Euro. Difficile attendersi, senza la soluzione di questo snodo, quell’effetto traino delle esportazioni che in altri momenti ha dato aiuti decisivi.

 

 

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