Rischi politici e debito pubblico

di ALFREDO MACCHIATI - pubblicato il 07/11/2011 in POLITICHE & CONGIUNTURA
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Fino a qualche tempo fa gli analisti finanziari dovevano sapere tutto sui modelli di valutazione delle imprese, sui fondamentali dei settori, sulle distribuzioni di probabilità. La crisi dei debiti sovrani sta cambiando, almeno in parte, gli skills richiesti.

I mercati sono dominati dalle decisioni dei politici e quindi di politica bisogna sapere. Ma le regole e le situazioni della politica sono specifiche, molto specifiche da paese a paese. E quella parte di teoria economica che si è dedicata nell’ultimo decennio ai nessi tra funzionamento delle istituzioni politiche e andamento dei mercati muove ancora i primi passi ed è di scarso aiuto, mi sembra, ad orientarsi nell’esercizio previsivo che alla fine è il core business degli analisti.

Ma come fa un’analista di Tokyo ad interpretare il Bossi-pensiero su elezioni sì/elezioni no e da lì a valutarne l’impatto sul prezzo dei titoli di Stato italiano? O ad interpretare i sottili distinguo della Corte costituzionale tedesca sull’adesione della Germania al fondo salva stati?

Che le questioni siano complicate e rischiose lo dimostra anche il recente fallimento del gestore americano Mf guidato da un esperto finanziere come Jon Corzine (e anche con gli ultimi dieci anni trascorsi in politica in qualità di governatore del New Jersey che però non deve essere proprio la palestra migliore per capire la politica europea). Corzine ha scommesso che la financial stability guarantee sui titoli pubblici europei avrebbe riportato su il prezzo dei titoli pubblici italiani e spagnoli ma ha perso.

La valutazione del rischio politico è divenuta quindi cruciale, come questa inchiesta del Financial Times mette in luce. Ma prima che le capacità di capire e prevedere le decisioni politiche siano affinate ci vorrà tempo e quindi il “rischio che il rischio politico” sia mispriced diventa molto elevato. I prezzi dei titoli italiani continueranno ad essere influenzati da come il nostro analista di Tokio interpreterà Bossi o potrà prevedere gli scenari politici del dopo- Berlusconi.

La globalizzazione dei mercati ha richiesto negli scorsi decenni un processo di armonizzazione delle regole di bilancio e della governance che consentisse agli analisti di confrontare le imprese di diversi paesi. Ma l’armonizzazione delle regole del bilancio degli emittenti pubblici procede a rilento ed è impensabile in materia di regole della politica. E qui purtroppo non siamo avvantaggiati: la nostra struttura politica frammentata, i complessi rapporti tra finanza locale e finanza centrale, l’influenza della magistratura – solo per citare alcuni temi – sono molto idiosincratici e richiedono un lungo tirocinio e non sono facilmente comprensibili. In generale la reputazione della nostra organizzazione politico-istituzionale è bassa. Invertire queste aspettative è un compito molto difficile e con il debito pubblico che abbiamo siamo veramente esposti.


Tags: crisi finanziaria, default, risk analysis, politica economica, mercato

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