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  • La privatizzazione dell'acqua e lo Stato esorbitante

    di GIANLUCA SGUEO - pubblicato il 20/05/2011 in MERCATO & REGOLE

    Quando nel 1888 l'economista francese Paul Leroy-Beaulieu si chiedeva quale fosse il livello ottimale di intervento pubblico – il limite cioè oltre il quale la presenza dello Stato nella vita dei cittadini sarebbe stata inutile, sconveniente, o addirittura controproducente – rispondeva individuandolo da qualche parte a metà strada tra l'8% e il 10% del Prodotto Interno Lordo. Secondo Leroy-Beaulieu numeri inferiori all'8% denotavano un approccio moderato. Invece, una presenza pubblica superiore al 12% rappresentava un'anomalia dannosa, e meritava l'appellativo di "esorbitante". Continua

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  • Oltre la tracciabilità: XBRL, la rivoluzione informatica che può isolare l’evasore di massa dal contribuente virtuoso

    di GIUSEPPE PASQUALE, SABINO PREZIUSO - pubblicato il 17/05/2011 in MERCATO & REGOLE

    Diciamo la verità. Oggi come in passato il fisco non è capace di riconoscere su base certa l’autonomo che ha evaso - poco o tanto - rispetto a chi, spontaneamente, ebbe a comunicare per intero, in corso d’anno, tutti i sui guadagni, pagando fino all’ultimo euro. Continua

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  • Troppi i poteri, pochi i controlli: le ragioni di fondo dell’evasione fiscale di massa (e del disagio degli autonomi)

    di GIUSEPPE PASQUALE - pubblicato il 14/05/2011 in MERCATO & REGOLE

    La “oppressione” dei controlli fiscali sugli autonomi, cui ha fatto cenno di recente il ministro dell’economia Giulio Tremonti, è questione sì di quantità e di coordinamento, ma anche un problema di qualità e di natura dei controlli. Continua

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  • Poca crescita ma tanta corruzione…

    di ALFREDO MACCHIATI - pubblicato il 11/05/2011 in MERITO & OPPORTUNITÀ

    La corruzione percepita continua ad aumentare. Transparency international ha pubblicato le sue graduatorie sull’indice di corruzione percepita, costruito sulla base di surveys e di opinioni di esperti. Siamo scesi ancora un po’ nella graduatoria: da 62 esimi a 67esimi e con un valore (3.9) sensibilmente più basso (il che indica, per come è costruito l’indice, maggiore corruzione) di quello della media degli anni duemila (5.0) . Per un paese che fa parte del G7 è un risultato impressionante. Tante discussioni sulla poca crescita economica del paese: ma tra le numerose ricette, non ve n’è alcuna che sottolinei il nesso, empiricamente provato, che i paesi corrotti non crescono e che se non riguadagniamo credibilità nell’etica degli affari non andremo lontano. Continua

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  • Il dollaro è più nei guai dell’euro

    di MARCO DE ANDREIS - pubblicato il 11/05/2011 in MERCATO & REGOLE

    C’è un solo quotidiano che leggo da trent’anni e più ed è l’International Herald Tribune. Col tempo s’è ridotto ad essere l’edizione internazionale del New York Times, rimanendo però un grande giornale d’informazione e d’opinione. Per la prima volta da quando lo leggo, mi trovo per così dire dall’altra parte della barricata, ovvero il giornale se la prende sistematicamente con qualcosa che invece è a me molto cara. Questo qualcosa è l’euro. L’avevo già notato in questo post su Crusoe. Continua

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  • Un piano Euro-Marshall per l’Africa

    di RICCARDO CESARI - pubblicato il 29/04/2011 in MERCATO & REGOLE

    E’ immaginabile un grande piano di intervento economico a favore del continente africano e del Medio-Oriente? Certo le condizioni di vita delle popolazioni, pur cercando di valutarle con canoni non strettamente occidentali, appaiono preoccupanti: lo testimoniano le inchieste sul campo, le immagini che ci arrivano, i flussi migratori dei tanti che cercano una via di fuga e la difficile sopravvivenza dei tantissimi che restano, in zone con climi difficili e in paesi con governi spesso spietati e autoritari. Continua

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  • La vera riforma della Giustizia in Italia

    di RICCARDO CESARI - pubblicato il 26/04/2011 in MERCATO & REGOLE

    l giorno 11 maggio 2011 all’Università di Bologna, Facoltà di Economia - sede di Forlì, il dott. Mario Barbuto, Presidente della Corte d’Appello di Torino, terrà una Lectio Magistralis su “Legge & Management: l’organizzazione della Giustizia in Italia in una nuova prospettiva”. Di seguito si illustrano le motivazioni alla base dell’invito. Continua

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  • Democrazia e petrolio - 2/2

    di ANNA CESARI - pubblicato il 22/04/2011 in POLITICHE & CONGIUNTURA

    L'idea che la natura delle istituzioni politiche di un paese sia influenzata dal suo grado di sviluppo economico ha attraversato tutta la storia del pensiero politico e sociale moderno e, con riferimento alla democrazia, ha ricevuto una formulazione classica alla fine degli anni ‘50 da parte di Lipset (1959). Lipset definisce lo sviluppo economico un “requisito sociale” della democrazia ritenendo, come già Aristotele, che lo sviluppo economico è funzionale ad una democrazia stabile. La spiegazione risiede in ciò che Lipset intende per sviluppo economico: ricchezza, industrializzazione, urbanizzazione ed educazione. Lo sviluppo di questi elementi si corona nella democrazia. Continua

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  • Italiani brava gente: la guerra americana all’euro

    di MARCO DE ANDREIS - pubblicato il 20/04/2011 in MERCATO & REGOLE

    È triste per un atlantista come me dover constatare che gli Stati Uniti ci fanno la guerra. È una guerra di parole, certo, ma con grandi interessi economici in gioco. Gli americani puntano a sfasciare l’euro. Sul fatto che l’unione monetaria europea non può reggere, che prima o poi qualcuno degli Stati membri sarà costretto a uscire, la stampa americana – ad esempio il New York Times - insiste ossessivamente da molti mesi ormai. I britannici vanno loro dietro, ma con un po’ più di cautela: al mercato interno, del quale fanno parte, tengono e sanno bene che non è detto possa sopravvivere a una morte dell’euro. Continua

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  • Dopo Fukushima: sulla non mitigabilità del rischio nucleare

    di FLAVIO GATTARI - pubblicato il 19/04/2011 in POLITICHE & CONGIUNTURA

    L’incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima spinge a molte possibili considerazioni sul futuro dell’energia nucleare. Fra queste a mio avviso ne emergono soprattutto due. La prima è che un paese fortemente sismico non dovrebbe avere un programma nucleare. Non credo ci sia un solo giapponese in questo momento che non desideri fortemente che le decine di centrali situate nella sua bersagliata nazione scompaiano come per incanto e che non sia disposto a succhiare allegramente energia da qualche mammella petrolifera pur di sottrarsi a quello che gli deve apparire come un incubo: l’attesa della prossima emergenza nucleare conseguente al prossimo grosso sisma. Continua

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