Ancora a proposito della ASL di Salerno

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L’osservazione della sig.ra Teresa Tafuri, merita una risposta dettagliata, perché ingenera la sensazione che  i dati analizzati nel mio articolo “Come ridurre il deficit: la buona gestione e il pagamento dei fornitori”, pubblicato il 10/10/2012 siano inventati.
 
Da quando iniziò la fase della gestione commissariale che ha riportato l’ASL di Salerno in equilibrio operativo i dati di bilancio sono ufficiali e disponibili. L’oscurita’ dei bilanci, almeno nel  2009  cui il commento della Tafuri si riferisce, celava al pubblico che l’ASL di Salerno era un pessimo pagatore e celava che, con  una perdita corrente di 250 milioni di euro, cioe’ quasi 700 mila euro al giorno, al 31 dicembre 2009 si sarebbe raggiunto  il miliardo e mezzo di euro.
In quel 2009, la ASL aggiungeva un mese di ritardo nei pagamenti ogni trimestre che trascorreva, accumulando  ulteriori 4 mesi, rispetto a quelli che gia’ si erano accumulati negli anni precedenti.
La ASL di Salerno ha fatto cose che forse non hanno accontentato le esigenze della Tafuri, ma certamente hanno disturbato  molti  politici e amministratori abituati  da un lato a dare la colpa a Roma che non dà sufficienti risorse, e dall’altro  a continuare a gestire l’enorme quantità di risorse di cui dispongono  tra sprechi e inefficienze – quando va bene.
Si noti che anche  un valoroso giornalista come Sergio Rizzo è rimasto imbambolato davanti al dato negativo della sanità in Campania (Il Corriere della Sera 7 maggio 2012), denunciando l’ineluttabilità del disastro senza rendersi conto che si può e si deve  fare, da subito,  quello che ha fatto la ASL di Salerno. Non solo in Campania, ma in tutte le ASL dissestate. (Per non parlare del giornale della Confindustria, che dovrebbe prestare attenzione al tema del pagamento delle fatture da parte della PA e che, su questo “case study” virtuoso, come direbbe un consulente, è muto come il pesce che sta sul bancone  da 24 ore).
Torniamo alla Tafuri, con riferimento ai pagamenti, il periodo di Commissariamento si conclude con questi dati:

pagato alla fine di luglio 2012 la mensilita’ delle farmacie di giugno 2012, come da contratto;
pagato alla fine di luglio 2012 la mensilita’ di aprile 2012 ai fornitori della cd. sanita’ privata, come da contratto;
pagato alla fine di luglio 2012 la mensilita’ di maggio o giugno ai fornitori di cd. servizi essenziali;
pagato alla fine di luglio tutte le fatture liquidate dai Macrocentri dell’ultimo trimestre 2011 e del I° trimestre 2012, come da accordi , atteso il controllo di migliaia di fatture al mese da  verificare e liquidare;
chiuso  tutte le pedenze arretrate con le farmacie, che hanno accettato un indennizzo complessivo del 3% (per spese legali e interessi), di cui 1,5 gia’ liquidato nel 2010, per 105 milioni di euro regolarmente pagati;
chiuso un analogo accordo con i fornitori della sanita’ privata, che avevano rinunciato anche all’indennizzo;
pagato a giugno 2012 tutte le fatture, anche quelle non scadute, dei fornitori che avevano sedi operative o stabilimenti nelle province colpite dal sisma in Emilia Romagna, a evidenziare un equilibrio ne conti che prima non c’era .

 

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